All’interno del Castello di Poppi, la Cappella rappresenta uno degli ambienti più intimi e raccolti del complesso
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La Cappella del Castello di Poppi, che ospita al suo interno il ciclo di affreschi attribuiti a Taddeo Gaddi, mostra come i Conti Guidi siano stati, tra le altre cose, dei notevoli cultori dell’arte, in contatto sicuro con gli ambienti più significativi di Firenze e della Toscana del periodo.
In contrasto con le sale di rappresentanza e gli spazi legati al potere e alla vita pubblica, questo luogo custodisce una dimensione più privata, legata alla spiritualità e alla riflessione.
La Cappella non è solo un ambiente religioso, ma uno spazio che racconta il bisogno umano di silenzio e interiorità, presente anche all’interno di una fortezza medievale.
La cappella si presenta con un’estetica essenziale, tipica del Trecento, dove la geometria incontra la solidità della pietra. L’ambiente, a pianta di quadrilatero irregolare, è coperto da una volta a crociera sorretta da costoloni che si impiantano su quattro peducci in pietra di stile trecentesco.
Il cuore artistico della cappella è affidato a Taddeo Gaddi, il più stretto allievo di Giotto. Gli affreschi, risalenti al terzo decennio del XIV secolo (come confermato dal Vasari), si sviluppano nelle tre lunette sottostanti la volta. Ogni lunetta è divisa in due scene, per un totale di 6 affreschi narrativi:

Sopra l’ingresso vengono raffigurate la Presentazione di Gesù Bambino al Tempio a sinistra, la Dormitio Virginis a destra.
Tema principale _ Vita della Vergine
Scena sinistra _ Presentazione di Gesù al Tempio
Scena Destra _ Dormitio Virginis

Parete a sinistra entrando nella cappella: Storie della vita di San Giovanni Battista. Scena di sinistra: Incontro di Gesù e Giovanni Battista nel deserto: ai piedi dei personaggi principali stanno genuflessi vari personaggi che la tradizione vuole siano i membri della casata Guidi. La scena di destra rappresenta La cena di Erode.
Tema principale _ Storie del Battista
Scena sinistra _ Incontro tra Gesù e San Giovanni ( con ritratti della casata Guidi )
Scena Destra _ Il Banchetto di Erode

Parete a destra entrando nella cappella: Scene della vita di San Giovanni Evangelista. Nella scena di sinistra viene rappresentata la Resurrezione di Drusiana, miracolo narrato da un Vangelo apocrifo. Nella scena di destra viene raffigurata l’Assunzione in cielo di San Giovanni Evangelista
Tema principale _ Storie dell’Evangelista
Scena sinistra _ Risurrezione di Drusiana (da vangeli apocrifi)
Scena Destra _ Assunzione di San Giovanni Evangelista

Di fronte all'ingresso, la parete est racconta una storia diversa, segnata dai traumi della Seconda Guerra Mondiale. L’impatto di una cannonata tedesca ha distrutto gli affreschi originali di questa sezione. Sulla parete di apre una grande monofora centrale che illumina l'ambiente e che sovrasta una nicchia che ospita un polittico della Vergine con santi (originariamente 5, oggi ridotti a 3 a causa dei danni bellici).
Alzando lo sguardo o osservando i dettagli ad altezza d’uomo, si notano interventi di epoche diverse:
La Volta (Trecento):
Il soffitto è decorato con il classico cielo stellato, al cui centro spiccano 4 tondi raffiguranti gli Evangelisti.
I Santi a Mezzo Busto (Quattrocento)
Nella fascia inferiore, sotto le lunette, troviamo un registro decorativo successivo (XV secolo), non attribuibile al Gaddi. Sono visibili solo 4 santi dei molti previsti, due vescovi e un monaco, identificato probabilmente come San Torello da Poppi, patrono del paese.
/Scopri le sale del castello/
All’interno del Castello di Poppi, la Cappella rappresenta uno degli spazi più intimi e suggestivi del complesso. Pensata come luogo di raccoglimento e spiritualità, accompagna la storia del castello non solo come ambiente religioso, ma come spazio profondamente legato alla vita quotidiana di chi lo abitava.
/Scopri le sale del castello/
All’interno del Castello di Poppi, la Cappella rappresenta uno degli spazi più intimi e suggestivi del complesso. Pensata come luogo di raccoglimento e spiritualità, accompagna la storia del castello non solo come ambiente religioso, ma come spazio profondamente legato alla vita quotidiana di chi lo abitava.